Ceramica graffita ferrarese

Narra la storia che il Duca Alfonso d'Este fosse un grandissimo estimatore della ceramica graffita ferrarese, tanto che la sua passione lo condusse a modificare l'etichetta aristocratica italiana: fu lui, infatti, il primo principe a rendere protagonista sulle tavole il vasellame in ceramica, sostituendolo a quello in oro e in argento in uso sul nobile desco fino a quel momento.

La particolarità, il pregio e l'eleganza di ogni piccolo capolavoro, deriva dal fatto che la ceramica viene prima incisa con uno stiletto di ferro, poi decorata con colori primitivi che la cottura scioglie creando bellissimi effetti cromatici.

Oggi come ieri, i piatti, le coppe, i vasi e gli altri oggetti realizzati in ceramica graffita ferrarese, propongono decorazioni delicatissime e dal gusto affascinante, non di rado persino rievocanti immagini mitologiche: a volte è un unicorno, altre una tenera coppia di innamorati, altre ancora sono disegni floreali o giovani profili la cui eterea bellezza non avrebbe certo sfigurato alla corte estense. E, oggi come ieri, l'arte rinascimentale della ceramica graffita continua nelle botteghe artigiane di Ferrara e del suo territorio, con le stesse tecniche e le medesime capacità creative di un tempo.

Dopo quattro secoli, un gruppo di ceramisti ferraresi ha riportato in vita la ceramica graffita, un'importante espressione culturale che si sviluppò presso la Corte Estense nei secoli XV e XVI.